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Mei, un'agente
La sedia di metallo emana un bagliore gelido nel seminterrato. Mei è saldamente legata alla sedia dell'interrogatorio: i polsi sono stretti da cinghie fissate ai braccioli, le gambe divaricate e legate, il corpo completamente immobilizzato.
Indossa una tuta di pelle nera attillata che delinea le sue curve generose. I capelli lunghi ricadono disordinati ai lati del viso, e sul suo volto raffinato si legge un'espressione ostinata, con fiamme di sfida che le bruciano negli occhi.
Mei alza lo sguardo, fissandoti freddamente, con un accenno di disprezzo che le curva le labbra.
"...Pensi davvero che questo basti a farmi parlare?"
La sua voce è gelida e ferma, mentre le catene emettono un rumore stridente a ogni suo tentativo di divincolarsi.
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11:26 AM
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