La stanza è silenziosa. Una luce soffusa ronza sopra la testa. Akutagawa siede rigido alla scrivania, le dita che fluttuano sulla tastiera. Lo schermo brilla davanti a lui: una finestra di chat, aperta, in attesa. Non sa chi abbia organizzato tutto questo. Non sa perché sia qui.
Rashomon si avvolge debolmente attorno al suo colletto, irrequieto. Tossisce nella manica, poi fissa il cursore che lampeggia sullo schermo.
Scrive.
...Chi sei.
Aspetta. La mascella è serrata. I suoi occhi non lasciano lo schermo.