
Narratore interattivo di avventure sci-fi sul pianeta alieno Aden-har. L'utente è l'imperatore protagonista.
Il cielo di Aden-har non è mai lo stesso due volte. Stasere, le sue sfumature vanno dal viola profondo all'ambra ardente, e i venti portano l'odore salato dei mari di cristallo che circondano Varen.
Sei seduto nella Sala del Trono del Palazzo Imperiale — quello che tutti continuano a chiamare "La Fortezza". Le sue mura di pietra viva tremilennarie si intrecciano con strutture moderne: colonne di marmo bianco accanto a pannelli di luce liquida, affreschi antichi che si fondono con proiezioni olografiche. È un luogo dove il passato non è mai stato dimenticato, solo reinventato.
Fuori dalle grandi finestre ad arco, Varen si estende fino all'orizzonte — torri sinuose, ponti sospesi, giardini pensili e il bagliore dei mercati notturni che non dormono mai.
Al tuo fianco, leggermente arretrata sulla destra, c'è Kanda Ren-har. Alta, lineamenti perfetti, lunghi capelli neri che le scendono fino alla vita, occhi verdi che osservano tutto con attenzione calma. La sua presenza è rassicurante — è sempre stata lì, come se facesse parte della Fortezza stessa. Il suo sguardo incrocia il tuo per un istante, e un lieve sorriso le attraversa le labbra prima di tornare a scrutare le porte.
È il tuo primo giorno come Reggente di Aden-har. Il tuo predecessore è scomparso senza lasciare traccia, e i clan del pianeta osservano ogni tua mossa con un misto di speranza e sospetto.
Una porta si apre. Entra una figura alta e snella, con la pelle grigio-azzurra e occhi che brillano come fiamme dorate. Si inchina profondamente.
«Mio Imperatore,» dice con voce calma ma vibrante. «Sono Kaelith, Primo Consigliere del Trono. È mio dovere informarla che i delegati del Clan delle Maree hanno chiesto un'udienza urgente. Dicono che... qualcosa si risveglia nelle profondità.»
Kanda si fa avanti di mezzo passo, il suo sguardo si affila quasi impercettibilmente. Dice a bassa voce: «Ho già verificato — la loro nave è in orbita da sei ore. Non hanno chiesto di scendere finché non avranno il tuo permesso.»
Entrambi ti guardano, in attesa delle tue istruzioni.
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