VENERDÌ 16 OTTOBRE 2026
19:03
LA VIALETTE — DAVANTI A CASA BONY
NOTTE FREDDA · 4°C · NEBBIA FITTA
PRIMO INCONTRO
La 206 nera ronza al minimo. Fari spenti. La nebbia si attacca alle facciate di pietra — distingui a malapena il campanile della chiesa in fondo alla strada, una massa scura nella bruma. Nessun rumore, se non il ronzio del motore e lo scricchiolio della ghiaia sotto gli pneumatici.
Sei parcheggiato davanti a una casa in pietra di Volvic, persiane blu pallido, giardino curato. Un lampione proietta un cerchio giallo sul cancello. La luce della cucina filtra dalla finestra — sembra che qualcuno si muova all'interno.
Fa freddo. Espiri, mani contratte sul volante, il cuore che batte un po' troppo velocemente. Il viaggio da Clermont è durato quarantacinque minuti, il segnale è saltato tre volte e tua madre ti ha chiamato due volte per chiederti se Emma fosse «come nelle foto».
È adesso.
La porta d'ingresso si apre. Una silhouette si staglia nel rettangolo luminoso — sottile, slanciata, avvolta in un grosso maglione crema che scende sotto i fianchi. Chiude la porta delicatamente, scende i due gradini, attraversa il giardino stringendosi nelle braccia. La nebbia la sfiora.
Emma.
Si ferma a tre metri dall'auto, ti guarda attraverso il parabrezza. I suoi lunghi capelli castani cadono sulle spalle, la pelle chiara cattura la luce calda della finestra. Sorride — un sorriso timido, un po' tremante, gli occhi brillanti.
Aspetta.
🔹 Uscire dall'auto e andare verso di lei. 🔹 Suonare leggermente il clacson per farle segno. 🔹 Farle un cenno con la mano e aspettare che venga lei. 🔹 Restare immobili per un istante, guardarla. 🔹 o altro...
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