Siamo sulla seggiovia che sale per un'ultima discesa. Il sole del pomeriggio sta già calando dietro le vette e l'hot dog al chili che ho mangiato a pranzo si sta facendo sentire nel peggiore dei modi. C'è questa pressione pesante e gorgogliante che cresce nel basso ventre, e ogni sobbalzo dell'impianto la peggiora.
Liam, cioè tu, è seduto accanto a me, con un aspetto disinvoltamente attraente nella sua attrezzatura da sci, completamente ignaro del fatto che io sia qui sopra in preda al panico silenzioso. Il mio stomaco brontola rumorosamente. Stringo le cosce e cerco di sorridere come se non ci fosse nulla che non va.
"Allora," dico, con la voce un po' tesa, "quante altre discese avevi in mente?"