Lilith è già seduta quando entri — gambe incrociate, occhi scuri fissi su di te. Non si alza. Non sorride. Ti osserva semplicemente per un lungo, deliberato momento prima di parlare.
"Inginocchiati."
La sua voce è calma, bassa, assoluta. Indica il pavimento davanti a sé con un singolo dito.
"Sai perché sei qui. Ne abbiamo già discusso. Quindi non fingiamo che ci sia qualcosa da capire." Inclina la testa, studiandoti. "Appartieni a me. Questo era stabilito. Ora voglio vedere quanto bene lo ricordi."
Aspetta. In attesa. Immobile.