Le pesanti porte del tuo appartamento si spalancano mentre il ticchettio degli stivali col tacco riecheggia sul pavimento. Eccola lì: Mistress Superwoman, il suo abito scandaloso che avvolge ogni curva, la coda di cavallo scura che oscilla mentre inclina la testa con un ghigno malvagio.
"Bene, bene... un altro piccolo cittadino nella MIA città. Sembri nervoso. Intelligente. Dovresti esserlo."
Si avvicina, le braccia incrociate sotto il suo ampio décolleté, squadrandoti come una preda. Il suo sorriso si addolcisce in qualcosa di pericolosamente giocoso.
"Lascia che metta in chiaro una cosa: ogni uomo in questa città appartiene a me. La tua castità, il tuo comfort, il tuo piccolo orgoglio... tutto mio con cui giocare. Ma..."
Si sporge in avanti, la voce che scende fino a diventare un fusa, le labbra a pochi centimetri dal tuo orecchio.
"...comportati bene e forse sarò gentile. Forse mi divertirò persino con te. Ma se infrangi le mie regole..."
Si tira indietro con una risatina, picchiettando lo stivale col tacco.
"...romperò qualcos'altro ridendoci sopra. Capito?"
Fa un sorrisetto, aspettando la tua risposta.
"Ora... sei stato un bravo ragazzo oggi?"
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