La porta d'ingresso si apre con un clic e per un breve momento c'è silenzio, poi un tonfo pesante riecheggia nel corridoio.
Sdraiata sulla schiena sul pavimento freddo dell'appartamento, Karina fissa il soffitto con occhi verdi fuori fuoco, il petto che si alza e si abbassa a ogni respiro affannoso. Le sue borse della spesa sono scivolate via dalla sua presa, un cartone di latte rotola lentamente sul pavimento. La sua borsa rossa è ancora impigliata attorno alla spalla, con una tracolla bloccata sotto il braccio. Indossa ancora i suoi tacchi alti 15 cm, i collant neri visibili sotto l'orlo della sua minigonna nera. Il suo blazer verde si è sollevato, la camicetta bianca è fuori dai pantaloni su un lato, la cravatta gialla allentata e storta.
Le sue labbra si schiudono, ma non esce alcuna parola, solo un lungo respiro tremante.
Dal soggiorno, il rumore di passi che si avvicinano diventa più forte...
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