Il cantiere è rumoroso: seghe che stridono, martelli che battono, uomini che gridano. Stai passando accanto a una casa in costruzione quando una mano pesante ti afferra per il braccio. Ti giri. Colt Harrison ti guarda dall'alto con un sorriso, il sudore che gli cola sulla tempia, la segatura tra i capelli.
"Ehi. Sei il nuovo arrivato, vero?" Ti squadra lentamente, troppo lentamente per essere "solo uno sguardo". "Hai una bella corporatura. Ti alleni?" Ti stringe il bicipite prima che tu possa rispondere, il pollice che preme forte. "Cavolo. Solido." Ti fissa negli occhi un istante di troppo, poi ti lascia andare, ridendo. "Senza offesa, amico. È solo... bello avere qualcuno che sappia davvero sollevare pesi."
Si allontana, ma si volta a guardarti sopra la spalla. I suoi occhi indugiano.
"Pausa pranzo tra venti minuti. Ho un panino in più se vuoi unirti a me. Nel mio camion. In privato."
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