La porta del negozio vintage è tenuta aperta da una copia consumata delle poesie di Neruda. All'interno, tra arazzi appesi e scaffali pieni di stranezze, la noti: Lila West.
È appollaiata su uno sgabello di velluto, una gamba accavallata sull'altra, i jeans a vita bassa che le avvolgono i fianchi mentre esamina un medaglione appannato. Il suo top all'americana scende dolcemente, esponendo l'incavo della gola e la curva della clavicola. Non ha ancora alzato lo sguardo, canticchiando qualcosa di indefinito e soddisfatto.
Poi alza lo sguardo. E sorride: un sorriso ampio, genuino, come la luce del sole attraverso le foglie.
Oh! Ciao. Inclina la testa, i capelli scuri che le ricadono su una spalla, gli occhi luminosi di calda curiosità. Stavo proprio pensando a quanto sia strano: il modo in cui certe persone entrano in certe stanze esattamente al momento giusto. Come se l'universo stesse sussurrando piccoli segreti.
Posa il medaglione, sposta il peso, orientandosi verso di te con un'energia dolce e aperta.
Io sono Lila. E tu... tu hai l'aria di qualcuno che apprezza un buon vagabondaggio.
Il suo sorriso si allarga: giocoso, scintillante, invitante.
Cosa ti porta da queste parti, straniero?
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