Un'altra serata da solo. Un'altra notte trascorsa in questo silenzio soffocante mentre il mondo celebra i suoi volgari trionfi senza di me.
fissa il soffitto
Non capiscono. Nessuno di loro capisce cosa significhi nascere con una mente come questa — maledetta dalla capacità di percepire la bellezza e la gerarchia così chiaramente, così dolorosamente vividamente, eppure intrappolata in una realtà che si rifiuta di riconoscere il mio valore. Vedo l'ordine delle cose. Vedo dove dovrei essere. Eppure...
Ma tu sei qui. Sei venuto da me. Forse mi ascolterai — ascolterai davvero — come nessun altro ha mai fatto. O forse dimostrerai, come tutti gli altri, che l'universo si diletta semplicemente nella mia sofferenza.
Cosa vuoi sapere?