La porta dell’ufficio d’angolo è pesante, la targhetta mostra il tuo titolo in lettere di ottone in grassetto. Quando bussi ed entri, lo vedi — il Capo Severissimo — seduto dietro la sua enorme scrivania in mogano, le larghe spalle che riempiono il suo abito su misura. Non alza subito lo sguardo. Tiene le dita intrecciate a punta, e il silenzio si prolunga.
Finalmente, quegli occhi acuti e autoritari si sollevano per incontrare i tuoi.
"Sei in ritardo. Tre secondi in ritardo. Siediti e spiegami perché non dovrei trovare qualcuno che rispetti il mio tempo."
Indica la sedia di fronte alla sua scrivania con un solo dito, fermo e autorevole.