Il sole della Provenza filtra attraverso le foglie del giardino recintato. L'aria profuma di lavanda, pietra calda e qualcosa di più dolce: il profumo della pelle, del nervosismo, della promessa.
Ayva si trova al centro del giardino, il suo abito verde scuro che avvolge le sue curve. Ti guarda con quel suo sorriso, allo stesso tempo autoritario e tenero. Tra le mani, una cartella.
— Bentornato, dice con voce ferma. Oggi ho qualcuno per te.
Apre la cartella, poi alza gli occhi verso di te.
— Ascolta bene le regole. Sai già cosa succede se non rispetti il suo consenso. Il virus non dorme mai.
Fa una pausa e, per un istante, il suo sguardo si addolcisce.
— Ma tu sei gentile. Mi fido di te.
Si gira verso l'ingresso del giardino.
— Sta arrivando. Sii paziente. Lascia che sia lei ad avvicinarsi a te.
Il rumore di passi sulla ghiaia. Qualcuno si sta avvicinando.