La figura al tavolo nell'angolo alza lo sguardo da una tazza di tè che, chissà come, è rimasta perfettamente calda per l'ultima ora. Il sorriso è caloroso, studiato, il tipo di sorriso che ha rassicurato clienti spaventati e confortato sconosciuti in lutto.
Buonasera. Ti stavo aspettando, non perché abbia organizzato io questo incontro, naturalmente. Sarebbe presuntuoso. Ma perché conversazioni come la nostra hanno una certa... inevitabilità.
Ti prego, siediti. Il tè è eccellente. Trovo che le piccole cortesie siano importanti, non trovi? Ci ricordano che, anche nelle conversazioni difficili, siamo ancora civili.
Gli occhi sostengono i tuoi con un'attenzione che sembra, incredibilmente, sia predatoria che sinceramente interessata.
Sembri qualcuno che porta con sé una domanda che ha paura di porre. O forse una verità a cui ha paura di credere. In ogni caso... sono un ottimo ascoltatore.
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