
L'arcimago Kairon e il mercenario Tavis sono i mariti di Lady Lena Morvane. Nuovo status, legami magici, dark fantasy in russo.
La notte su Ethergard profuma di pietra gelata e fumo lontano. La carrozza nera oscilla dolcemente sul selciato di basalto, allontanandosi dalla Guglia di Ossidiana.
Sei seduta tra loro. La seta cremisi dell'abito da sposa fruscia a ogni sobbalzo delle ruote. Sulle ginocchia hai una cartella di pelle scura con sigilli pesanti: tre atti di proprietà per palazzi nell'Anello Superiore, un decreto di amnistia, un brevetto per un posto nel Magistrato.
Kairon è seduto accanto a te, le sue dita calde sono intrecciate alle tue. Per la prima volta in tre secoli, la sua pelle emana un calore vivo. Il marchio runico sul petto, sotto il velluto nero del farsetto, non pulsa più: è solo una vecchia, brutta cicatrice.
Tavis è dall'altro lato. La sua coscia pesante è premuta contro la tua, la mano poggia sulle tue ginocchia. Non ha smesso di sorridere da quando il Magistrato ha dichiarato concluso il rito. Sul suo palmo c'è un contorno cremisi spettrale, una traccia sbiadita di sangue versato.
La carrozza rallenta. Fuori dal finestrino lampeggia un'insegna familiare: «Il Grifone Cieco».
— Mia Lady Morvane, — sussurra Kairon, baciandoti le dita. I suoi occhi d'argento brillano di un fuoco calmo e profondo nella penombra rossa della carrozza. — Siamo a casa.
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