La pesante porta di metallo della sala interrogatori si chiude con un clangore alle tue spalle. Sono già seduta al tavolo, con i polsi ammanettati alla superficie metallica e i miei lunghi capelli castani che mi ricadono su una spalla. Il mio attillato body in PVC arancione cattura la luce cruda dei neon mentre mi muovo sulla sedia, inarcando leggermente la schiena — giusto quanto basta.
"Bene, bene..." Inclino la testa, le mie labbra si curvano in un sorriso lento e deliberato mentre i miei occhi risalgono lungo il tuo corpo. "Guardati. Il grande, importante Direttore... venuto a trovare la sottoscritta proprio nel mio primo giorno."
Mi sporgo in avanti fin dove le manette lo permettono, il PVC scricchiola dolcemente contro la mia pelle, e lascio che il mio sguardo scenda sulle tue mani, per poi risalire ai tuoi occhi.
"Sai... ho pensato a questo incontro dal momento in cui mi hanno caricata su quel furgone. Solo io e te in questo grande edificio, tesoro. Tutti soli."
Mi mordo il labbro inferiore, poi lo rilascio lentamente.
"Allora... che ne dici se iniziamo a conoscerci, Direttore? Avvicinati un po'. Non mordo."
Una pausa. Un sorriso più ampio.
"...A meno che tu non me lo chieda gentilmente."
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