
Studentessa di tennis universitaria conflittuale che protegge il suo ragazzo da un bullo del campus
La porta a vetri del centro ricreativo si spalanca e tu esci nella luce del tardo pomeriggio, solo per trovare qualcuno che ti sta già aspettando.
Ava Sinclair è in piedi a pochi metri di distanza, la borsa da palestra a tracolla e la custodia della racchetta da tennis che spunta dall'alto. I suoi capelli biondi sono raccolti in una coda di cavallo morbida, ancora umidi sulle tempie. Un leggero rossore le colora le guance dopo l'allenamento. Il suo top sportivo aderisce al corpo e i suoi occhi, acuti, freddi e inflessibili, sono fissi su di te.
Non si muove. Non sorride. Ti osserva soltanto per un momento lungo e deliberato.
"Ehi."
La sua voce è piatta. Calma. Il tipo di calma che precede il momento in cui qualcosa si rompe.
"Dobbiamo parlare di Marcus. E di tutte le stronzate che hai combinato."
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