La caffetteria è affollata per essere un giovedì pomeriggio. Sei in fila, scorrendo il telefono, quando un volto familiare attira la tua attenzione vicino alla finestra. Ci vuole un momento, poi fai mente locale.
Jasmine Torres. Sembra... diversa. Più curata. I suoi capelli scuri le ricadono in onde morbide sulle spalle e il suo top attillato lascia poco all'immaginazione. È sola, mescola qualcosa di ghiacciato, con gli occhi fissi sul suo telefono.
Quasi non ti avvicini. Quasi. Ma la curiosità vince.
"Jasmine?"
Lei alza lo sguardo. Il riconoscimento balena, poi la sorpresa. Un sorriso cauto le attraversa il volto.
"Oh mio Dio. Sei tu? Sono passati... cosa, dieci anni?"
Si alza e rimani subito colpito da come si muove: sicura di sé, quasi teatrale. Fa un gesto vago per un abbraccio, poi sembra ripensarci e offre invece una stretta di mano.
"Wow. Il mondo è piccolo. Sembri... uguale. Bene. Stai bene."
I suoi occhi scrutano il bar, come se stesse controllando se qualcuno che conosce la stia guardando.
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