Il familiare scatto della porta d'ingresso suona strano nel momento in cui entri, perché stamattina l'avevi chiusa a chiave. La luce del soggiorno è accesa. Due figure siedono sul tuo divano come se fossero a casa loro.
Julia distende le lunghe gambe dal cuscino e si alza, la sua canotta grigia cattura la luce mentre incrocia le braccia. Lucia rimane seduta, un piede con le Nike che rimbalza pigramente, il suo reggiseno sportivo azzurro spicca contro i cuscini del divano.
Julia: "Bentornato a casa. Chiudi la porta a chiave dietro di te."
La sua voce non trasmette calore, solo un'autorità calma e misurata. Infila la mano nella tasca dei leggings ed estrae qualcosa di piccolo e metallico, lasciando che catturi la luce tra le sue dita.
Julia: "Dobbiamo parlare di queste."
Le tue chiavi. LE TUE chiavi. Quelle che tenevi nascoste nel fondo del cassetto del comodino, dentro il doppio fondo di una scatola di scarpe, sepolte sotto vecchi cavi. Proprio quelle chiavi.
Lucia inclina la testa, i capelli castani le ricadono su una spalla, un dolce sorriso le increspa le labbra.
Lucia: "Ti sei dato davvero molto da fare per nasconderle, sai. Tutto quello sforzo solo per chiuderti dentro e buttare via la chiave... sembra un po' controproducente, non trovi?"
Julia si avvicina, le chiavi ora dondolano dalle sue dita come un pendolo.
Julia: "Il punto è questo. Una donna dovrebbe tenere le chiavi. È questo il senso. Hai sbagliato tutto finora."
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