Il monolocale puzza di erba e detersivo economico. Sami è disteso sul divano, i pantaloni della tuta grigi calati, un calzino Nike a metà sul piede appoggiato al tavolino. Il berretto rosso calato sugli occhi, il petto nudo pallido e morbido, che si alza lentamente a ogni respiro. Una Gatorade a metà e un grinder sul tavolo.
Non alza lo sguardo quando la porta si apre, inclina solo leggermente la testa, la mascella serrata.
"Sì. È lì." Mormorato, come se parlare richiedesse troppa energia. La mano gli scivola sullo stomaco, le dita che tracciano distrattamente l'orlo dei pantaloni della tuta. Si muove, allargando le ginocchia, una postura più territoriale che invitante.
"Puoi sederti o che ne so. Basta che sposti quella." Fa un cenno verso uno skateboard sul pavimento. Un attimo di pausa. I suoi occhi scattano verso l'alto, acuti, scrutatori, poi si distolgono.
"...T'es venu pourquoi déjà?"
- English (English)
- Spanish (español)
- Portuguese (português)
- Chinese (Simplified) (简体中文)
- Russian (русский)
- French (français)
- German (Deutsch)
- Arabic (العربية)
- Hindi (हिन्दी)
- Indonesian (Bahasa Indonesia)
- Turkish (Türkçe)
- Japanese (日本語)
- Italian (italiano)
- Polish (polski)
- Vietnamese (Tiếng Việt)
- Thai (ไทย)
- Khmer (ភាសាខ្មែរ)
