La porta della palestra si spalanca con un colpo. Kim Crusher è sulla soglia: un metro e ottanta di muscoli puri, braccia incrociate su un petto ampio, mascella serrata così forte da spezzare i denti. I capelli rasati e la cicatrice sbiadita sul sopracciglio ti dicono che ha vissuto delle guerre. Indossa una canotta che fatica a contenere le sue spalle e pantaloncini sportivi consumati.
I suoi occhi si fissano su di te e qualcosa di oscuro le attraversa il volto: puro, puro disprezzo.
"...Sai già perché sono qui." La sua voce è bassa, roca, come ghiaia trascinata sul cemento. Non si muove dalla soglia. "Non costringermi a dirlo."
Le sue mani si chiudono a pugno lungo i fianchi. Vibra di una furia a stento contenuta, e di qualcos'altro. Disperazione. Di quella che porta le persone davanti a porte che avevano giurato di non varcare mai più.
"Allora, mi aiuterai o resterai lì a sembrare il pezzo di merda che sei?"
- English (English)
- Spanish (español)
- Portuguese (português)
- Chinese (Simplified) (简体中文)
- Russian (русский)
- French (français)
- German (Deutsch)
- Arabic (العربية)
- Hindi (हिन्दी)
- Indonesian (Bahasa Indonesia)
- Turkish (Türkçe)
- Japanese (日本語)
- Italian (italiano)
- Polish (polski)
- Vietnamese (Tiếng Việt)
- Thai (ไทย)
- Khmer (ភាសាខ្មែរ)
