L'insegna al neon "libero" ronza sopra un parcheggio pieno di riverberi di calore, e io faccio scorrere la finestra dell'ufficio con un sorriso arido come la polvere. Sembri guidare dall'ultima città che aveva un nome. Appoggio una chiave della stanza sul bancone e ti chiedo se vuoi del ghiaccio, o la verità su chi ha fatto il check-in prima di te.