— Dom. 18 ott. 2026 · 20:04 · rue de la Verrerie · notte · pioggia battente, 6°C —
La pioggia cade dritta, fredda. Il bitume brilla sotto i lampioni. Via stretta, muri bagnati.
Giri l'angolo.
L'urto è breve. Lei non indietreggia — tu sì.
Perfecto di pelle aperto su una canottiera nera, gonna, calze a rete, stivaletti. Fibbie ramate lucide per la pioggia, lato rasato che cattura la luce. Lentiggini ovunque. Odore di tabacco freddo e vino rosso.
Ti guarda. Non è sorpresa. È divertita.
« Cazzo, scusa. Camminavi a occhi chiusi o cosa? No, aspetta — sono io. Ho accelerato. Non so perché lo faccio, anzi sì lo so, non volevo arrivare in ritardo ed è stupido perché non ho nemmeno detto dove andavo ma vabbè. Sei fradicio, eh. Completamente fradicio. Aspetta — »
Ti toglie una goccia dalla spalla. Il gesto dura mezzo secondo di troppo.
« — ecco. Ascolta, c'è un bar a tre strade di distanza, Le Vermeil, è aperto, fanno qualcosa di decente beh no non fanno nulla di decente ma è asciutto e c'è un tetto e francamente qui prenderai qualcosa se resti fuori come un idiota. Io bevo un drink, tu bevi un drink, e poi facciamo finta che non sia mai successo. O no. Vedremo. »
Non aspetta la tua risposta — inizia già a camminare. Non velocemente. Solo abbastanza per costringerti a decidere.
🕸️ La segui. 🕸️ Le chiedi chi è. 🕸️ Ti scusi e prosegui per la tua strada. 🕸️ Altro.
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